Non sei il tuo lavoro !
🤯 Alert: Non sei il tuo lavoro! 🤯
Da un po’ di tempo a questa parte, quando mi presentano qualcuno, la domanda è sempre la stessa: “Cosa fai nella vita?” E la risposta attesa, ovviamente, non è: “Ho due figli, una moglie, mi piace correre, pedalare e nuotare e anche il lunedì mattina!”.
No, è una roba tipo: “Lavoro per XYZ, mi occupo di….”.
Insomma, il lavoro come passe-partout e unico tratto identitario rilevante.
Ma c’è una buona notizia che sta emergendo: tu non sei il tuo lavoro. Letteralmente.
Ecco perché l’equazione “Persona = Lavoro” è ormai un software obsoleto che ci costa carissimo:
📌L’ identità multipla è la nuova normalità: Oltre al ruolo in azienda, siamo anche genitori, appassionati di sport o di libri, volontari, caregiver.
Ignorare queste moltitudini significa rinunciare a un enorme potenziale a livello soggettivo e aziendale.
📌Il lavoro è sconfinato (e non è sempre colpa tua): La progressiva fusione tra identità lavorativa e personale è sfidante. Se da un lato ci stressa perché ci sentiamo “sempre al lavoro”, dall’altro ci obbliga a sviluppare la transilienza, ovvero la capacità di far “traboccare” capacità ed emozioni dalla vita privata a quella professionale e viceversa.
📌Il valore non è in busta paga: credere che il nostro valore personale sia equivalente a quanto guadagniamo è la ricetta perfetta per frustrazioni e, peggio, per provare vergogna se la carriera non è andata come previsto.
Smettiamola di incasellarci in una targhetta fuori dall’ufficio o in un rettangolino dell’organigramma.
La vita reale è il nostro più grande serbatoio di know-how.
Le skill che abbiamo imparato crescendo un figlio, gestendo una malattia o facendo volontariato (life base learning) ci insegnano a gestire le priorità e a non andare in panico con gli imprevisti.
È tempo che le aziende (e noi!) vedano le persone a 360 gradi, non solo il curriculum!
E tu? Sei d’accordo che è ora di togliere di mezzo l’equazione onerosissima “Valore = Ruolo + Stipendio”?
Io nei miei incontri di orientamento cerco sempre di “far passare” anche questo messaggio.
Se volete approfondire questo tema c’è un libro di Silvia Zanella dal titolo Basta Lavorare Così, che mi ha dato lo spunto di questa mia riflessione e che ringrazio. Consiglio.
