Valore o visibilità ?
Un atleta olimpionico vince la medaglia e un premio una tantum.
Vivrà comunque grazie al suo stipendio da atleta militare, nella media di ogni italiano.
Un calciatore della nazionale guadagna milioni l’anno.
Tutti e due si allenano ogni giorno, hanno talento e come rappresentanti dell’Italia hanno anche un codice etico.
Cosa li differenzia?
Non il talento e, in teoria, nemmeno l’impegno e il sacrificio.
La differenza principale sta nel sistema in cui operano.
Buona parte degli sport olimpici hanno una visibilità nulla, o quasi, pochi praticanti e una meritocrazia dettata da un cronometro inesorabile, dai giudici e da un punto in più.
Tutto qua.
Il calcio invece, a certi livelli, è un’industria globale con un valore amplificato da sponsor, diritti TV, potere mediatico. In cui, a volte, il procuratore conta più del merito e la convenienza più della meritocrazia.
E qui entra il mondo del lavoro.
Non sempre la differenza retributiva racconta la differenza di competenza.
Spesso racconta la differenza di settore, di mercato, di sistema.
In ogni organizzazione c’è chi genera valore silenzioso e chi opera in contesti ad alta visibilità.
Chi opera in settori ad alta marginalità beneficia del sistema mentre chi lavora in ambiti meno “spettacolari” porta valore reale ma invisibile.
Il talento è individuale ma Il riconoscimento non lo segue di conseguenza.
La vera domanda è:
👉 In quale “campo” stiamo giocando?
👉 E quel sistema premia il valore o la visibilità?

