Vivere la formazione
Dopo tanti anni, mi sono finalmente deciso, mi iscrivo a un master in psicologia dello sport.
È qualcosa che sento dentro da tempo. Un passo che voglio fare per crescere, per approfondire, per mettermi di nuovo in gioco, per studiare argomenti che mi hanno sempre appassionato.
Poi arriva la parte “razionale”, quindi il lavoro, la famiglia, e i relativi impegni da organizzare. La soluzione più logica sembra quindi un corso online, meglio ancora se asincrono, lo segui quando puoi, senza vincoli.
Comodo. Perfetto sulla carta.
Eppure, quando mi sono trovato davanti alle due opzioni finali, non ho scelto.
Mi sono bloccato e ho rimandato, nuova data e modalità differente.
Perché?
La risposta è stata semplice, per me la formazione non è solo contenuto.
È sguardi che si incrociano quando un concetto ti colpisce.
È il dibattito acceso su un’idea diversa dalla tua.
È la chiacchierata alla macchinetta del caffè che ti apre prospettive inattese.
È il confronto vero, quello che ti smuove e a volte ti mette un po’ a disagio.
È relazione.
Senza tutto questo, anche il docente più brillante o il programma più stimolante perdono qualcosa. Perdono anima.
Così ho deciso che mi organizzerò.
Sarà più complicato, richiederà qualche sacrificio in più.
Ma voglio vivere la formazione in diretta. Voglio sentire l’energia del gruppo, il confronto, la partecipazione, l’emozione.
Perché crescere, per me, significa soprattutto questo, esserci.
E voi?
La formazione, oggi, la vivete come consumo di contenuti o come esperienza di relazione?
