IMPREVISTI
Ieri sera, seppur stanco, ho aspettato la finale dei 100 metri dei campionati Europei di atletica leggera.
Marcell Jacobs, super favorito, in piena forma e con una semifinale che conferma il suo fantastico stato di grazia. C’è un unico pronostico, la vittoria.
Ed invece, non si festeggia, ma diventa una sera in cui lo sport ti sbatte in faccia una verità che vale per tutti: non siamo padroni di tutto ciò che accade.
Marcell si è fermato a metà rettilineo, tradito dal suo corpo statuario nel momento più atteso.
E’ un epilogo triste, che arriva quando hai fatto tutto bene per essere lì.
Ma ciò che mi colpisce davvero è il suo atteggiamento e le sue parole durante l’ intervista : nessuna lamentela, nessuna retorica, solo lucidità e la capacità di guardare avanti.
“Un infortunio io e il mio allenatore non possiamo prevederlo, cercherò di capire cosa è successo, guardiamo avanti, non si molla”
Il giornalista, al termine, ringrazia per la serenità con cui si è posto.
Dovremmo ringraziarlo tutti, questa volta non per la medaglia ma per lo spunto di riflessione che ci ha offerto.
Nel lavoro, dopotutto succede lo stesso. Possiamo prepararci, impegnarci, costruire strategie solide… e poi arriva l’imprevisto.
Qui si vede la differenza, nella responsabilità con cui reagiamo, non nel controllo che pensavamo di avere o peggio ancora negli alibi che cerchiamo.
Sport, come sempre, scuola per le organizzazioni.
