La lampadina sempre accesa
Qualche giorno fa mi sono imbattuto nella storia della Centennial Light, una lampadina installata in una caserma dei vigili del fuoco in California, accesa dal 1901.
Mi ha colpito perchรฉ l’ho letta in un momento critico della mia preparazione all’EagleXman, un triathlon estremo ๐๐ด๐ ai piedi del Gran Sasso.
A dieci giorni dalla gara, un infortunio ha rischiato di interrompere mesi di preparazione e per un momento ho pensato che tutto fosse finito.
Ho pensato alla lampadina, alla sua costanza nel tempo, silenziosa e imperturbabile nella sua funzione, capace di resistere agli avvenimenti avversi che in un secolo possono arrivare.
Anche il mio percorso di avvicinamento a questa gara รจ stato costruito da centinaia di ore di fatica e in questo lungo percorso, come la lampadina, ho dovuto affrontare un imprevisto.
Nessun traguardo perรฒ si raggiunge da soli, ci sono le persone che ti aiutano a mantenere accesa quella luce nei momenti in cui rischia di affievolirsi.
Serena la fisioterapista, Tiziano il massaggiatore, Gianandrea il preparatore, Jennifer la psicologa dello sport.
Grazie a loro la luce รจ rimasta accesa e sono arrivato alla partenza, ma soprattutto al traguardo.
Questa esperienza mi ha ricordato una lezione che vale ben oltre lo sport.
La nostra crescita personale รจ una luce che rimane accesa nel tempo, alimentata dalla costanza, dalla capacitร di attraversare le difficoltร e dal supporto delle persone con cui scegliamo di condividere il percorso.
Le foto a cui sono piรน affezionato di questa esperienza sportiva sono il buio della partenza, poco prima dell’alba, e l’arrivo in piena notte.
Quando il percorso attraversa il buio, una luce accesa puรฒ bastare per arrivare fino in fondo.
